Caro Ministro Sacconi,
Buonasera, sono Dio.
Normalmente ho di meglio da fare che preoccuparmi delle scaramucce di esseri insignificanti che infestano pianeti insignificanti come voi umani; gran parte del mio tempo, per dire, devo passarlo a cercare faticosamente di convincermi che esisto (operazione che invece pare risulti banalissima per voi). Men che meno, poi, mi spreco a guardare cosa combinate nella sua penisola: dopo due minuti mi viene da vomitare e poi la Madonna mi fa un cazziatone perché tocca sempre a lei pulire.
Nondimeno, negli ultimi tempi non ho potuto fare a meno di sentire che Lei e numerosi altri abitanti della Sua penisola - principalmente, mi par di capire, persone che sono nella sua squadra in una qualche specie di gioco di ruolo del quale mi sfugge interamente il significato - avete ripetutamente, persino più del (già fastidioso) solito, chiamato in causa il sottoscritto nell’ambito di una diatriba che definite, abbastanza letteralmente, “di vita o di morte”.
Dato che fate un baccano indecoroso che si sente fin quassù e che vorrei poter tornare a dormire in pace senza bisogno di tappi per le orecchie e diazepam, in via del tutto eccezionale mi rivolgo quindi a Lei presentandole la soluzione definitiva ed ottimale per il problema che tanto La perturba.
Facciamo così: io mi offro di resuscitare la signorina Englaro (resuscitare, sì, perché mica sarà così idiota da pensare che la signorina sia viva, vero?), istantaneamente, con effetto immediato, nel pieno delle sue funzioni e con corredo di cieli che si squarciano, luci miracolose e cori angelici in background.
In cambio, perché devo pur sempre mantenere in equilibrio l’entropia di tutto ‘sto ambaradan di universi e pianeti e forme di vita più o meno intelligenti, ho una sola insignificante condizione.
Morirà Lei, signor Ministro.
E la prego di notare, a scanso di equivoci e reclami a posteriori, che non ho assolutamente detto “Verrò a prendermi Lei”. Non scherziamo: a ciascuno il suo.
Certo che la mia soluzione La soddisferà pienamente, Le porgo i miei più cordiali saluti, e resto in attesa di una Sua conferma ed accettazione dei termini.
A mai più risentirLa,
Dio
